Tempeste interiore
Un'altra voce
si leva dal profondo,
una sorgente nascosta
sotto strati di roccia e silenzio.
Non sgorga
da cime innevate
o da ghiacciai maestosi,
ma dal cuore asciutto
di chi ha camminato
a lungo nel deserto,
portando la sete dentro
come un segreto antico.
Ci sono acque
che non fanno rumore,
che scorrono sottoterra,
lontane dalla luce del sole,
lavando le radici
amare del dubbio
e le pietre aguzze
delle parole non dette.
È lì che nasce
la sorgente invisibile:
nel punto esatto
in cui cessa la resistenza,
dove il dolore smette
di lottare contro la diga
e comincia semplicemente
ad esistere, a scorrere.
Basta un piccolo
varco nella terra dura,
una crepa sottile
aperta dalla pazienza,
perché l'acqua t
rovi la via del ritorno.
Non è un torrente
impetuoso
che travolge tutto,
ma una linfa
paziente che rinasce dal fondo,
goccia dopo goccia,
bevendo la propria quiete,
curando le ferite
che nessuno
ha mai visto bendare.